GENOVA: la violenza dei fascisti serbi allo stadio...

L'amaca di MICHELE SERRA
Ci si indigna perché il fanatismo politico si infiltra nelle curve degli stadi. Pochi si chiedono se e quanto siano le curve a essersi infiltrate nella politica, e a incanaglirla (i fumogeni, tipica arma d' offesa da stadio, hanno esordito negli scontri di piazza). Eppure esistono studi approfonditi e annosi, sulla questione. Gli spalti di molti stadi balcanici e slavi hanno fornito carne da cannone per le orrende guerre secessioniste degli anni Novanta. In un certo senso le hanno alimentate se non innescate, catalizzando l' odio etnico, fornendo slogan, bandiere, adrenalina per la carneficina imminente. I ceffi dei fascisti serbi che hanno sequestrato per molte ore la città di Genova sono appena una variante delle piccole orde di furiosi che popolano molti degli stadi europei (anche italiani), pronte a trasformarsi in soldataglia alla prima occasione buona. Enorme serbatoio di violenza che facciamo finta di ignorare anche quando la luce dei bengala inquadra quelle facce stravolte. Poi naturalmente, in quelle pance birrose, in quella tracotanza alterata, si indovina la debolezza dei poveri. Nessuno di loro diventerà mai ministro. Sono votati ai lavori sporchi. In pace come in guerra. -
La foto e l'articolo sono stati pubblicati da La Repubblica il 14 ottobre 2010

0 Commenti:
Posta un commento
Iscriviti a Commenti sul post [Atom]
<< Home page